Chi entra nel centro di Amsterdam non può non rimanere incantato dal Teatro Reale Tuschinski. Da quando nel 2021 si è aggiudicato l’ambito titolo di cinema più bello del mondo, questo tempio del cinema si è sempre guadagnato un posto nella top 10 mondiale. È un monumento vivente ricco di storia, architettura unica e fascino senza tempo.
Un sogno visionario costruito su pali infissi di contrabbando

L’iconico tempio del cinema deve la sua nascita all’immigrato ebreo-polacco Abraham Tuschinski. Con una fede incrollabile nel suo sogno, nel 1917 acquistò il fatiscente «Duvelshoek» di Amsterdam. La costruzione di questo teatro di fama mondiale incontrò però grandi ostacoli. Per aggirare i confini sorvegliati con rigore dopo la Prima guerra mondiale, Tuschinski dovette contrabbandare personalmente in Olanda i pali di fondazione necessari dalla Germania.
Il 28 ottobre 1921 il teatro aprì i battenti in grande stile. La combinazione unica di tenacia e architettura visionaria pose le basi per uno status leggendario che resiste ancora oggi.
Un mix incantevole di Art Déco, Jugendstil e Scuola di Amsterdam

L’imponente facciata con le sue torri a gradini svettanti è un esempio iconico della Scuola di Amsterdam. Non appena varchi la soglia, l’edificio si trasforma in un capolavoro eclettico. I motivi aggraziati e organici e i lavori in ferro battuto trasudano l’eleganza classica dello Jugendstil, mentre le decorazioni della sala bordate d’oro e l’arredamento emanano invece il lusso puro dell’Art Déco.
Dietro la grande sala cinematografica si nasconde inoltre un pezzo di storia davvero speciale. Nel 1977 , in pochi mesi, fu costruita un’esclusiva sala VIP per la regina Juliana, che conferì a questo monumento nazionale il suo fascino regale.
Un passato turbolento: gli anni bui e il splendore ritrovato

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il destino si abbatté duramente sul cinema. Dopo l’invasione tedesca, il teatro fu requisito, il nome ebraico fu rimosso dalla facciata e il cinema fu ribattezzato Tivoli. Il fondatore Abraham Tuschinski fu deportato e non sopravvisse alla guerra. Solo dopo la liberazione, nel 1945, l’edificio riottenne il suo nome originale e il suo antico splendore.
I decenni del dopoguerra portarono rinascita e riconoscimento. L’edificio è diventato un monumento nazionale e nel 2021 ha festeggiato il suo centenario, ricevendo ufficialmente il titolo di “Reale”. Insignito del titolo di patrimonio cinematografico europeo, l’iconico teatro di Amsterdam rimane un simbolo di resilienza culturale.